La lavanda dei piedi

Maestro di Resìna
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Liguria, GE
Città
Genova
Luogo di conservazione
Galleria Nazionale della Liguria
Luogo di collocazione
Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola
Collezione
GNL
Inventario
1/1954
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Maestro di Resina
Datazione
Primo ventennio del XVII secolo

Descrizione breve

Nel 1954 Pasquale Rotondi acquistò per la Soprintendenza alle Gallerie di Genova alcuni dipinti che erano stati presentati presso l’Ufficio Esportazione di Genova con destinazione Caracas. Ancor prima della donazione della dimora di Pellicceria da parte dei marchesi Spinola (1958) e all’apertura al pubblico, l’anno seguente, della nuova Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, aveva iniziato dunque a prendere forma il nucleo più antico della Galleria Nazionale della Liguria, una nuova realtà museale fortemente voluta anche dai marchesi Spinola nell’atto di donazione, i quali decisero di destinare i piani superiori della loro dimora, fortemente compressi dai bombardamenti del secondo conflitto mondiali, quale sede per esporre le nuove acquisizioni attuate dal Ministero.

Tra le opere comperate nel 1954 e poi destinate alla Galleria Nazionale della Liguria, si annoverava anche la grande tela raffigurante la Lavanda dei piedi, avvicinata al nome di Dirck van Baburen, riferita anche a Francisco de Zurbarán, Jacob van Campen e nei primi anni Novanta del XX secolo attribuita al Maestro di Resina. Si tratta dell’autore della pala raffigurante la Fuga in Egitto conservata nella chiesa di Santa Maria della Consolazione di Resina – antica denominazione sino al 1969 del comune di Ercolano -, tassello intorno al quale è stato progressivamente ricostruito il magro catalogo del pittore. Un nucleo composto dalla ricordata pala della parrocchiale di Resina, dalla Lavanda dei piedi della Galleria Nazionale della Liguria, proveniente da Napoli, da una Sacra Famiglia con san Giovannino, santElisabetta e san Zaccaria di collezione privata e da un Sacrificio di Isacco, conservato sempre presso una raccolta privata.

Nelle opere attribuite al maestro, attivo tra il primo e il secondo decennio del Seicento, è evidente in particolare la profonda conoscenza dei dipinti realizzati a Napoli da Caravaggio, con esiti che lo avvicinano a una tela di analogo soggetto realizzata da Carlo Sellitto (Napoli, 1581-1614), con il quale il Maestro di Resina potrebbe aver condiviso lo studio dello stesso modello, un originale del Merisi ricordato nel 1611 nella raccolta dell’ex viceré di Napoli, duca di Benavente, presso l’omonima fortezza spagnola.

Nell’annunciare nel 1954 l’acquisizione del dipinto nelle pagine del Bollettino dArteper la considerevole cifra di 200.000 lire, fu segnalato un parere di Roberto Longhi circa l’appartenenza dell’autore della tela al contesto caravaggesco olandese. Sembra che lo storico intendesse esporre la Lavanda dei piedi, a lui già nota, in occasione della celebre Mostra del Caravaggio e dei caravaggeschi tenutasi nel 1951 a Palazzo Reale a Milano, ma la mancanza di spazio ne impedì la presenza.