Martirio di sant'Erasmo

Alessandro Magnasco
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Liguria, GE
Città
Genova
Luogo di conservazione
Galleria Nazionale della Liguria
Luogo di collocazione
Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola
Collezione
GNL
Inventario
103/2017
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Alessandro Magnasco (Genova 1667 - 1749) e Clemente Spera (Novara 1661 - 1742)
Datazione
ultimo decennio del XVII secolo
Dimensioni
cm 91 x 112

Descrizione breve

L’opera, vincolata nel 1975 e acquisita per la Galleria Nazionale della Liguria nel 2017 tramite prelazione, fu resa nota nel 1921, anno in cui il Circolo d’Arte e d’Alta Coltura di Milano organizzò presso la propria sede di Milano la prima esposizione italiana dedicata ad Alessandro Magnasco. Nel 1922 la tela venne concessa in prestito dall’allora proprietario, il pittore Vico Viganò, in occasione della Mostra della pittura italiana del Sei e Settecento in Palazzo Pitti, nell’ambito della quale la produzione del pittore genovese, riscoperta dal punto di vista critico solo dall’inizio del Novecento in particolare grazie agli studi di Benno Geiger, era rappresentata da un importante selezione di dipinti.

Il Martirio di santErasmo, nel frattempo pervenuto in una collezione genovese, fu inoltre presentato a Genova negli spazi di Palazzo Reale per la Mostra dei pittori genovesi del Seicento e del Settecento, organizzata nel 1938.

L’episodio sacro è stato ambientato all’interno di una scenografica architettura, realizzata al pittore novarese Clemente Spera, assiduo collaboratore del Magnasco sin dai primi anni di attività a Milano. In questa composizione il maestro genovese, in perfetta sintonia con la sensibilità espressiva del “ruinista”, ha saputo magistralmente dipingere le dinamiche figure, caratterizzate da una gestualità teatrale, che animano lo spazio scenografico, quasi teatrale.

Il soggetto, privo di connotazioni devozionali, è stato descritto da Magnasco con assoluta accuratezza, avvalendosi di una calibrata tavolozza cromatica illuminata da dinamici tocchi di bianco, azzurro e giallo. Il santo, sdraiato su un tavolo e privato delle vesti, ammucchiate a terra insieme al suo pastorale, è circondato dagli aguzzini, intenti ad arrotolare gli intestini al santo, il quale, non curante delle gesta del sacerdote pagano impegnato a mostrargli un idoletto da adorare, distnde le braccia al cielo, dove sono apparsi due angeli che recano la palma del martirio. Numerosi personaggi osservano la scena principale, secondo canoni figurativi individuabili nella produzione del pittore databile nell’ultimo decennio del XVII secolo, momento in cui la critica ha concordemente collocato l’esecuzione di questa tela, dipinta pertanto da Alessandro Magnasco durante la prima attività milanese, in prossimità di una Riunione di quaccheri (collezione privata) datata 1695.