Adorazione dei pastori

Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Liguria, GE
Città
Genova
Luogo di conservazione
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Luogo di collocazione
Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola
Collezione
GNPS
Inventario
63
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Giovanni Battista Gaulli, detto il Baciccio (Genova 1639 — Roma 1709)
Dimensioni
cm 61 x 37,5

Descrizione breve

La tela, commissionata dal cardinale Giovanni Battista Spinola iuniore (1646-1719) venne annoverata tra i suoi beni nel 1707 e poi inserita nell’“inventario delli Cento Quadri da trasmettersi a Genova” da Roma, dove il prelato risiedeva, redatto nel 1719. Il dipinto, giunto pertanto nella dimoradegli Spinola in via Luccoli, passò in seguito a quella di Pellicceria quando Giacomo Spinola (1780-1858) divenne proprietario per via ereditaria dell’edificio nel 1824.

Il piccolo quadro fu ritenuto per molto tempo un bozzetto preparatorio connesso alla pala d’altare realizzata da Giovanni Battista Gaulli per la chiesa di Santa Maria del Carmine di Fermo. Successivamente venne però considerata come una derivazione da tale dipinto, che probabilmente il cardinale Giovanni Battista Spinola, dal ricercato gusto ed estimatore dell’arte del Baciccio, gli commissionò dopo aver visto la pala in fase di esecuzione nel suo studio romano.

La composizione, dallo straordinario livello qualitativo e caratterizzata da un linguaggio ormai pienamente consolidato, ha il Bambino quale elemento centrale. Dal suo corpo si irradia, infatti, una luce forte, calda e avvolgente che illumina la scena, facendo emergere i personaggi dall’oscurità. I gesti eleganti e i tessuti dall’andamento sinuoso, nonché la densa materia pittorica percorsa da effetti di cangiantismo sono la massima espressione del vocabolario maturo del maestro di origine genovese.

Indubbi sono i riferimenti alla pittura di Pieter Paul Rubens e di Correggio, cui si devono aggiungere gli spunti, anche iconografici, appresi dalla lezione di Giovanni Battista Castiglione, detto il Grechetto. In particolare, è evidente, in questo caso, il debito nei confronti dell’Adorazione dei Pastori che Grechetto dipinse per la vicina chiesa di San Luca, momento fondamentale dell’intera stagione del barocco genovese.

Testo di Marco Fossati