L'assedio di Lisbona

Lazzaro Tavarone
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Affresco
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Liguria, GE
Città
Genova
Luogo di conservazione
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Luogo di collocazione
Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola
Materia e tecnica
Affresco (volta del salone del primo piano nobile)
Autore
Lazzaro Tavarone (Genova 1556 -1640)
Datazione
Primo quarto del XVII secolo

Descrizione breve

Il palazzo di Pellicceria, oggi sede del Museo Nazionale di Palazzo Spinola, fu edificato per volontà di Francesco Grimaldi sul finire del XVI secolo. La dimora, iscritta al primo bossolo dei Rolli già dal 1599, venne ereditata nel 1606 da Tommaso Grimaldi, al quale si deve il completamento della decorazione ad affresco dell’edificio. Per portare a termine tale iniziativa venne ingaggiato l’artista genovese Lazzaro Tavarone, il quale eseguì, verosimilmente tra il 1614 e il 1624, i grandi affreschi per le volte dei salotti dei due piani nobili.

I committenti idearono un programma iconografico pensato appositamente per celebrare la storia della propria casata, secondo una consuetudine tipica delle famiglie aristocratiche genovesi, che vedevano nella decorazione delle dimore di loro proprietà la possibilità di commemorare i propri avi e di esibire le proprie scelte in campo politico.

In particolare, l’intenzione fu in questo caso quella di sottolineare gli stretti legami che univano i membri della famiglia, primo tra tutti Francesco Grimaldi, con la corona spagnola. Al centro della volta, in una quadratura di circa otto metri per lato, compare la Conquista di Lisbona da parte del duca d’Alba e Ferdinando Alvares de Toledo sotto gli auspici di Filippo II. Tali personaggi, effigiati insieme ad altri nobili figure, trovano posto all’interno di finte nicchie sui quattro lati della scena principale. La decisione da parte dei proprietari di far raffigurare quest’episodio è da ricercare nella scelta di appoggiare la politica reale spagnola.

Gli interventi pittorici nel salone non si conclusero con la sola esecuzione degli affreschi della volta, in cui furono aggiunti elementi di repertorio di matrice classica come busti e festoni. La decorazione comprese anche le lunette dei portali, in cui vennero inseriti paesaggi di matrice romana databili intorno al terzo decennio del XVII secolo, e la realizzazione dei decori a marmorino con colonne sulle pareti.

Se da un lato Tavarone – che siglò con le proprie iniziali nella composizione - riuscì, attraverso una chiara disposizione delle figure e un’ordinata composizione, a trasmettere in modo efficacie il messaggio voluto dai committenti, dall’altro il suo linguaggio non va oltre alla rappresentazione dei fatti, con i personaggi in posa statica che si stagliano su un paesaggio dilatato, quasi trasformando l’evento bellico in una parata militare.

Testo di Marco Fossati

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