Circe

Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia, Liguria, GE
Città
Genova
Luogo di conservazione
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
Luogo di collocazione
Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola
Collezione
GNPS
Inventario
19
Autore
Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1664)
Dimensioni
cm 100 x 130

Descrizione breve

Il dipinto, eseguito da Grechetto nel 1652 e da allora custodito nel palazzo di Pellicceria, potrebbe essere tra i molti che l’erudito Carlo Giuseppe Ratti classificò genericamente come di “bestiami” e che citò nella descrizione dei salotti del palazzo del 1780.

Il primo piano è dominato dalla raffigurazione delle armature lucenti e degli animali in cui i soldati vengono trasformati dalla maga. Rappresentata leggermente in disparte, Circe è avvolta in un abito che ricade abbondantemente sulle sue gambe e connotata da uno sguardo melanconico che, insieme alla posa abbandonata, invita ad una riflessione sulla caducità della vita.

Ereditato nel 1734 da Maddalena Doria Spinola, così come il resto della quadreria del nonno Ansaldo Pallavicino, fu da lei utilizzato per decorare l’ambiente in cui si trova ancora oggi. A tale periodo può risalire, dunque, l’ampliamento della tela, operazione eseguita per adeguare dimensionalmente l’opera alle quadrature ad affresco realizzate da Giovanni Battista Natali.

Il tema, che fu ripreso diverse volte da Grechetto e da molti artisti a lui precedenti o contemporanei - quali ad esempio Scorza e Vassallo -, testimonia la fortuna che ebbero i testi letterari dedicati alle vicende dell’esotica maga presso l’aristocrazia genovese nel corso della prima metà del XVII secolo.

Testo di Marco Fossati