Bartolomeo Cavarozzi a Genova

Galleria Nazionale di Palazzo Spinola

5 novembre 2017 - 8 aprile 2018 2017 - Mostre

Invito Cavarozzi

a cura di Gianluca Zanelli


Il prestito del Ritratto di Gio. Carlo Doria di Rubens alla mostra L'ultimo Caravaggio, eredi e nuovi maestri (Milano, Gallerie d'Italia, Palazzo Scala, 30 novembre 2017 - 8 aprile 2018), dà la possibilità di colmare l'assenza del capolavoro con la presente esposizione, nata grazie alla collaborazione con Intesa San Paolo, organizzatore della mostra milanese.


Proprio un inventario della collezione di Gio. Carlo Doria, steso tra 1617 e il 1621, contiene la prima menzione della presenza a Genova di un dipinto di Bartolomeo Cavarozzi. Si trattava di una tela raffigurante il Lamento di Aminta, dipinto più che mai vicino all'opera di Caravaggio, costante riferimento stilistico nella carriera del pittore. 


Tre Sacre Famiglie, dipinte dall'artista viterbese Bartolomeo Cavarozzi intorno al 1620, sono esposte a confronto per la prima volta a Genova, città in cui furono conservate per secoli, prima di disperdersi ed essere divise tra musei e collezioni private.
Questi straordinari brani pittorici, testimonianze somme dell'abilità di un artista capace di elaborare autonomamente il linguaggio di Caravaggio, furono realizzati in anni in cui strettissimi erano i rapporti tra Cavarozzi e Genova.

L'esposizione è corredata da un catalogo a cura di Gianluca Zanelli (Sagep editore), introdotto da un saggio di Marieke von Bernstorff in cui sono illustrate le circostanze del viaggio di Bartolomeo Cavarozzi verso la Spagna, percorso che comprese una breve tappa genovese. Daniele Sanguineti presenta in un suo contributo il quadro dei rapporti tra Bartolomeo e Genova, chiarendo sia gli estremi cronologici del suo soggiorno, sia i riflessi della sua opera sugli artisti locali. Gianluca Zanelli ricostruisce la consistenza e vicende di dispersione della quadreria di Costantino Balbi junior, in parte ereditata dagli antichi proprietari del palazzo di Pellicceria e in cui era presente una delle Sacre Famiglie di Cavarozzi. Concludono il catalogo un'appendice documentaria di Gabriele Langosco, le schede dei dipinti esposti, redatte nell'occasione da Gabriele Langosco, Matteo Moretti e Daniele Sanguineti, e una breve biografia del pittore a cura di Gabriella Aramini.


Bartolomeo Cavarozzi

Chi era?
Nato a Viterbo nel 1587, Bartolomeo Cavarozzi intraprese giovanissimo la sua carriera di pittore, trasferendosi a Roma prima di compiere vent'anni. In questa città entrò in un primo momento a contatto con Cristoforo Roncalli, artista di successo ancora legato alla Maniera di tardo Cinquecento. Accolto nel circolo della famiglia Crescenzi, aristocratici promotori delle arti, Bartolomeo strinse un rapporto di amicizia con Giovan Battista Crescenzi, nobile e pittore. Con questi nel 1617, anno in cui raggiunse la sua maturità artistica nel segno del caravaggismo, partì alla volta della Spagna. Tornato a Roma alcuni anni più tardi, il suo linguaggio sfociò verso nuovi esiti, a cavallo tra classicismo e seduzioni fiamminghe. Morto a Roma nel 1625, venne sepolto in Santa Maria del Popolo, chiesa per cui Caravaggio, non molti anni prima, aveva dipinto le sue prime opere pubbliche.

Perché a Genova?
Genova è la città in cui Bartolomeo Cavarozzi soggiorna, “per un mese o due”, nel corso del suo viaggio per la Spagna. Il pittore viterbese si trovava al seguito del cardinale Don Antonio Zapata y Mendoza, che partito da Roma, si servì per tornare in patria delle navi di Carlo Doria. I pericoli del viaggio, le scorrerie dei turchi e forse avverse condizioni climatiche, imposero la sosta a Genova. Qui Bartolomeo conobbe i mecenati locali, e tessette le reti di un rapporto che ha permesso a molti dei suoi dipinti di essere conservati per secoli nelle quadrerie della città. Le opere in mostra, nessuna delle quali è rimasta a Genova, facevano parte di queste collezioni.